Asili nido aziendali a Potenza, Fp Cgil: “Serve un’accelerazione immediata, i ritardi non sono più sostenibili”
19/03/2026
Cinque mesi di attesa, a fronte di strutture già pronte e di un iter amministrativo che, almeno sulla carta, sembrava ormai concluso.
La Fp Cgil di Potenza riporta al centro del dibattito l’attivazione degli asili nido aziendali destinati ai dipendenti della Regione Basilicata, dell’Azienda ospedaliera San Carlo e dell’Università della Basilicata, chiedendo un chiarimento immediato sui tempi e sulle criticità che ancora impediscono l’avvio del servizio.
La richiesta, formalizzata insieme alle rappresentanze sindacali unitarie, è rivolta direttamente ai vertici regionali, con l’obiettivo di ottenere un incontro istituzionale urgente.
Sul tavolo, la necessità di comprendere quali ostacoli tecnici o amministrativi stiano rallentando l’apertura, nonostante gli spazi risultino già allestiti e pronti ad accogliere i bambini.
Servizi pronti ma non operativi: il nodo dei ritardi
L’annuncio dell’ultimo passaggio autorizzativo, risalente allo scorso settembre, aveva fatto intravedere un avvio imminente. Da allora, però, il percorso si è fermato, senza indicazioni chiare sui tempi di attivazione. Un elemento che alimenta interrogativi e preoccupazioni, soprattutto considerando il valore strategico di un servizio che incide direttamente sull’organizzazione della vita quotidiana di centinaia di famiglie.
I tre asili aziendali, tutti nel capoluogo, sono pensati per rispondere a esigenze diverse ma complementari. Oltre trenta posti sono previsti per l’ospedale San Carlo, destinati a bambini tra i 3 e i 36 mesi, mentre Regione e Università metteranno a disposizione circa venti posti ciascuna per la fascia 12-36 mesi.
Gli orari sono stati progettati per adattarsi alle necessità lavorative, con apertura anticipata alle 6.45 per il personale sanitario e chiusura alle 18, oltre alla possibilità di servizi integrativi e apertura il sabato.
Un servizio che incide su lavoro, famiglie e occupazione
La mancata attivazione non riguarda soltanto un ritardo organizzativo. Il tema tocca questioni più ampie, che riguardano l’accesso al lavoro, la conciliazione dei tempi di vita e la qualità dei servizi educativi.
In territori dove l’offerta di asili nido resta limitata, l’assenza di soluzioni adeguate continua a rappresentare un ostacolo concreto, in particolare per le donne, spesso costrette a ridurre o interrompere la propria attività lavorativa.
Il sindacato richiama anche il quadro più generale, evidenziando come la Basilicata registri difficoltà nell’attuazione dei progetti legati al PNRR per l’infanzia. I livelli di copertura restano lontani dagli obiettivi europei, fissati al 33% e successivamente aggiornati al 45% entro il 2030.
In questo contesto, l’avvio degli asili nido aziendali rappresenterebbe una risposta concreta, capace di incidere sia sul piano sociale sia su quello occupazionale, con la creazione di nuove opportunità di lavoro nel settore educativo.
La richiesta di un cronoprogramma chiaro
La Fp Cgil chiede ora un cambio di passo: una tempistica definita e verificabile, accompagnata da un confronto diretto con la Regione per individuare eventuali criticità e superarle in tempi brevi. L’obiettivo è evitare ulteriori rinvii e garantire l’attivazione di un servizio considerato essenziale.
La questione, sottolinea il sindacato, non può essere rinviata ancora. In gioco c’è l’equilibrio tra lavoro e famiglia, ma anche la capacità del territorio di offrire servizi adeguati alle nuove generazioni e di sostenere una partecipazione più ampia e stabile al mercato del lavoro.
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Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.