Lavoratori socialmente utili in Basilicata, Fp Cgil: “Ancora nessuna risposta concreta su stabilizzazioni e fuoriuscite”
01/04/2026
A tre anni dagli ultimi bandi, in Basilicata la questione dei lavoratori socialmente utili resta ancora aperta e senza una soluzione definitiva. A denunciarlo è la Fp Cgil, che torna a sollecitare un intervento della Regione sottolineando come, nonostante le richieste avanzate nel tempo, manchino ancora risposte concrete per una platea che continua a vivere in condizioni di precarietà e incertezza.
Secondo il sindacato, sono ancora circa cento i lavoratori che attendono di essere stabilizzati oppure accompagnati fuori dalla platea degli LSU. Una situazione che si trascina da anni e che, per la Fp Cgil, appare sempre meno sostenibile, soprattutto perché riguarda persone che continuano a garantire attività essenziali per i Comuni lucani, spesso in contesti segnati da forti carenze di organico.
Servizi fondamentali garantiti con compensi minimi
Il nodo, nella lettura del sindacato, non è soltanto occupazionale ma anche funzionale al buon andamento degli enti locali. I lavoratori socialmente utili, infatti, continuano a svolgere compiti importanti all’interno delle amministrazioni comunali e, in molti casi, si trovano anche a coprire mansioni che sarebbero proprie del personale dipendente. Nonostante questo, vengono ancora retribuiti con assegni di poche centinaia di euro, senza una prospettiva chiara di stabilità.
È proprio questa contraddizione a essere indicata come uno degli aspetti più gravi della vicenda. Da una parte ci sono enti locali che fanno i conti con la carenza di personale e che beneficiano in modo diretto del contributo degli LSU; dall’altra ci sono lavoratori che, pur garantendo continuità ai servizi, restano bloccati in un limbo amministrativo e contrattuale che dura da troppo tempo.
Fp Cgil: procedure ferme e assenza di nuovi bandi
La Fp Cgil sostiene di aver sollevato ripetutamente il problema negli ultimi anni, senza però ottenere risposte adeguate. Nel mirino ci sono soprattutto le procedure di stabilizzazione ferme e la mancanza di nuovi bandi regionali, elementi che, secondo il sindacato, impediscono qualsiasi avanzamento concreto e mantengono irrisolta una questione che avrebbe già dovuto trovare una soluzione.
Per il sindacato, lasciare aperta questa situazione significa continuare a scaricare sui lavoratori il peso di una precarietà strutturale che non trova più giustificazioni. La richiesta è quindi quella di un cambio di passo immediato, capace di affrontare in modo chiaro sia il tema delle stabilizzazioni sia quello delle uscite dalla platea per i lavoratori prossimi al trattamento pensionistico.
Chiesto un confronto urgente con l’assessore Cupparo
La Fp Cgil riferisce di aver chiesto più volte un incontro urgente all’Assessorato alle Attività Produttive, con l’obiettivo di mettere in campo tutte le iniziative utili allo svuotamento della platea degli LSU. Le strade indicate sono due: da un lato la stabilizzazione dei lavoratori ancora attivi, dall’altro la fuoriuscita accompagnata verso il pensionamento per chi si trova nelle condizioni per farlo.
Nel documento diffuso, il sindacato chiama direttamente in causa l’assessore Cupparo, invitandolo a prendere in mano la situazione e a programmare azioni concrete. Il messaggio è netto: la vicenda non può più essere rinviata, perché coinvolge non soltanto il destino professionale di un centinaio di persone, ma anche la tenuta dei servizi pubblici nei territori.
Una questione che riguarda anche la qualità dei servizi locali
La stabilizzazione degli LSU, secondo la Fp Cgil, non deve essere letta soltanto come una misura di tutela per i lavoratori, ma anche come una scelta di responsabilità verso le comunità locali. Garantire un futuro stabile a persone che da anni contribuiscono al funzionamento delle attività amministrative significa rafforzare gli enti e dare maggiore continuità ai servizi offerti ai cittadini.
Per questo il sindacato insiste sul fatto che la questione non possa più essere confinata a un problema tecnico o procedurale. La platea degli LSU rappresenta da tempo una delle contraddizioni più evidenti del lavoro pubblico precario in Basilicata. Sciogliere questo nodo significherebbe riconoscere il valore di chi ha sostenuto per anni l’operatività dei Comuni e, insieme, dare una risposta concreta a un sistema amministrativo che continua a soffrire di carenze strutturali di personale.
Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.