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Lavoro agile in Regione Basilicata, Fp Cgil chiede un tavolo di confronto

17/02/2026

Lavoro agile in Regione Basilicata, Fp Cgil chiede un tavolo di confronto

Aprire un confronto strutturato sul regolamento del lavoro agile e sulle modalità di applicazione dello smart working in Regione Basilicata. È la richiesta avanzata dalla Fp Cgil di Potenza, che sollecita l’amministrazione a rivedere alcune disposizioni contenute nel Regolamento n. 3 del 26 maggio 2023, ritenute non più coerenti con le esigenze organizzative attuali e con le previsioni del contratto collettivo nazionale.

Il sindacato richiama anche la sospensione del lavoro agile per i dipendenti il cui accordo individuale è scaduto, chiedendo un intervento che consenta di superare le criticità emerse.

Superamento del limite del 40% e criteri più flessibili

Tra i punti centrali della richiesta vi è il superamento del limite percentuale del 40% per l’accesso al lavoro agile, limite che – secondo la Fp Cgil – non sarebbe previsto dal contratto collettivo nazionale. Il lavoro agile, viene ricordato, costituisce una modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, subordinata all’individuazione di attività “smartabili” e alla conciliazione tra benessere dei lavoratori e miglioramento del servizio pubblico.

Particolare attenzione viene chiesta per il personale pendolare, soprattutto alla luce delle recenti assunzioni, con l’introduzione di criteri che agevolino l’accesso al lavoro flessibile. Per situazioni di salute personale o familiare di carattere temporaneo e grave, il sindacato propone l’autorizzazione al lavoro agile per almeno 30 giorni consecutivi.

Viene inoltre sollecitata la possibilità di attivare lo smart working anche in deroga agli accordi individuali nei casi di calamità naturali o impedimenti oggettivi alla presenza in ufficio, come lavori di manutenzione o interruzioni della viabilità. Episodi recenti, come la chiusura degli uffici regionali di Matera, dimostrerebbero – secondo il sindacato – la necessità di strumenti più flessibili rispetto al ricorso a ferie o permessi.

Disparità applicative e ruolo della dirigenza

La Fp Cgil segnala inoltre un’applicazione disomogenea del lavoro agile tra le diverse direzioni regionali e il Consiglio regionale, con disparità di trattamento che starebbero generando malcontento.

Un ulteriore nodo riguarda la dirigenza. Il sindacato evidenzia che il contratto dell’area funzioni locali non vieta l’accesso al lavoro agile per i dirigenti, ma ne disciplina l’istituto, demandando alle amministrazioni la definizione delle modalità attuative.

Per questo viene chiesto che, nell’aggiornamento del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026–2028, sia esplicitata la possibilità di applicare lo smart working anche al personale dirigente, nel rispetto delle esigenze organizzative e del sistema di valutazione della performance.

Secondo la Fp Cgil, un approccio organico che coinvolga comparto e dirigenza rappresenterebbe una leva strategica per rafforzare attrattività, stabilità e valorizzazione del capitale umano, evitando il rischio di dispersione delle competenze in una fase di rinnovamento degli organici.

Il sindacato ribadisce infine che un percorso di ammodernamento dei modelli organizzativi e delle politiche del personale è fondamentale per una pubblica amministrazione capace di coniugare qualità del servizio, benessere lavorativo e capacità di trattenere professionalità qualificate.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.