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Alan Lomax e la Puglia degli anni ’50: a Matera un viaggio tra suoni, immagini e memoria

14/04/2026

Alan Lomax e la Puglia degli anni ’50: a Matera un viaggio tra suoni, immagini e memoria
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Un registratore portatile, una macchina fotografica e la capacità di ascoltare il mondo senza filtri. Da questi elementi nasce il racconto di una Puglia contadina ormai scomparsa, restituita oggi attraverso il volume “Alan Lomax, un americano nella Valle dei Trulli” di Massimiliano Morabito, al centro dell’incontro in programma giovedì 16 aprile 2026 (ore 9.30) nell’Aula magna del campus di Matera. L’appuntamento rientra nella rassegna “Voci di Terra”, promossa dal Dipartimento DIUSS dell’Università degli Studi della Basilicata in collaborazione con l’associazione Universa Musica.

L’iniziativa si muove lungo una linea precisa: riportare alla luce una memoria sonora e visiva che non appartiene soltanto al passato, ma continua a interrogare il presente. Le registrazioni raccolte da Lomax negli anni Cinquanta, insieme alle fotografie scattate durante il viaggio, restituiscono infatti un’immagine concreta di una società rurale fatta di relazioni, lavoro, riti e linguaggi che oggi sopravvivono solo in tracce. Il libro di Morabito si inserisce in questo spazio, tra documentazione e racconto, offrendo uno sguardo che unisce rigore scientifico e sensibilità narrativa.

Il viaggio di Lomax nella Valle d’Itria e il valore delle testimonianze

Il cuore della ricerca risale all’estate del 1954, quando Alan Lomax, insieme a Diego Carpitella, raggiunse la Valle d’Itria, con particolare attenzione a Locorotondo. Equipaggiati con un registratore Magnecord Pt-6 e una Leica IIIf, i due studiosi avviarono una raccolta sistematica di canti, voci e racconti della comunità locale, documentando anche gesti quotidiani, volti e momenti di condivisione.

Ne emerse un archivio straordinario, capace di restituire non soltanto repertori musicali, ma anche la trama sociale e culturale di un territorio. È proprio questo materiale, riletto e ricostruito da Morabito, a costituire l’ossatura del volume, che riporta al centro l’intensità di un’Italia spesso rimasta ai margini della narrazione ufficiale. Attraverso queste testimonianze, la Valle d’Itria entra a pieno titolo nelle mappe culturali internazionali, grazie a uno sguardo esterno capace di riconoscerne il valore.

Durante l’incontro, l’autore accompagnerà il pubblico in questo percorso utilizzando proiezioni di fotografie d’epoca e ascolti di registrazioni originali, rendendo tangibile il legame tra ricerca sul campo e restituzione contemporanea.

Alan Lomax, un protagonista della ricerca etnomusicologica del Novecento

La figura di Alan Lomax occupa un posto centrale nella storia dell’etnomusicologia. Nato nel 1915 ad Austin, in Texas, e attivo fino agli anni Novanta, Lomax ha dedicato la propria vita alla raccolta e alla valorizzazione delle musiche popolari, attraversando Stati Uniti, Caraibi ed Europa. Figlio del folklorista John A. Lomax, iniziò giovanissimo a lavorare con la Library of Congress, contribuendo alla documentazione di tradizioni musicali spesso ignorate dai circuiti ufficiali.

Negli anni Cinquanta il suo lavoro in Italia, condotto insieme a Carpitella e in dialogo con Giorgio Nataletti, si inserisce nel più ampio progetto del “Viaggio in Italia” (1954–1955), che ha portato alla scoperta e alla valorizzazione di repertori locali destinati altrimenti a scomparire. Nel corso della sua carriera Lomax ha anche sviluppato metodi innovativi di analisi comparata, come la Cantometrics, e ha dato vita a progetti ambiziosi come il Global Jukebox, dedicato allo studio delle culture musicali del mondo.

Il suo lavoro non si è limitato alla ricerca accademica, ma ha avuto un impatto diretto sulla diffusione della musica popolare, contribuendo a portare all’attenzione del grande pubblico artisti come Woody Guthrie e Lead Belly. La sua eredità resta oggi un punto di riferimento per chi si occupa di tradizioni culturali e di memoria sonora.

L’incontro di Matera vedrà la partecipazione dei docenti Domenico Copertino, Ferdinando Mirizzi, Dinko Fabris, Francesco Marano e Sandra Ferracuti, a conferma di un approccio multidisciplinare che intreccia antropologia, musicologia e studi culturali. Accanto al profilo scientifico, l’iniziativa si propone anche come momento di condivisione e divulgazione, capace di avvicinare studenti e pubblico a una storia che continua a parlare attraverso le voci raccolte oltre settant’anni fa.

Il racconto di Lomax, riletto oggi, non è soltanto una testimonianza del passato, ma un invito a riconoscere il valore delle culture locali e della loro trasmissione. In quelle registrazioni e in quegli scatti si conserva una memoria che, pur appartenendo a un’altra epoca, resta capace di interrogare il presente e di suggerire nuove forme di ascolto.

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Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.