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Basilicata, proposta la rete regionale di coworking per la pubblica amministrazione

14/04/2026

Basilicata, proposta la rete regionale di coworking per la pubblica amministrazione

Ridurre il pendolarismo, valorizzare le sedi pubbliche già esistenti sul territorio e offrire ai dipendenti della pubblica amministrazione una modalità di lavoro più sostenibile, senza gravare sui conti pubblici. È attorno a questi obiettivi che prende forma la proposta di legge per l’istituzione della Rete regionale di coworking della Basilicata, presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa al Consiglio regionale e promossa in condivisione con CISL Basilicata.

L’iniziativa introduce un’idea organizzativa che prova a intervenire su una delle criticità più evidenti della regione: la distanza tra luoghi di residenza, sedi di lavoro e servizi pubblici. In un territorio segnato da forte mobilità quotidiana e da un progressivo indebolimento delle aree interne, la possibilità di utilizzare spazi territoriali attrezzati come sedi operative per il personale pubblico viene proposta come una soluzione immediatamente praticabile, distinta dallo smart working e costruita sull’uso più efficiente delle strutture già disponibili.

Un modello organizzativo diverso dallo smart working

Secondo i promotori, il cuore della proposta sta proprio nella sua natura operativa e nella rapidità di attuazione. Il vicepresidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo, ha spiegato che l’obiettivo è rendere la pubblica amministrazione più efficiente e più vicina ai territori, offrendo allo stesso tempo una risposta concreta ai costi crescenti che pesano sui lavoratori, a partire da quelli legati agli spostamenti.

La misura, ha sottolineato Chiorazzo, non va confusa con il lavoro agile. Il coworking nella pubblica amministrazione, in questa impostazione, non coincide con il lavoro da casa, ma con la possibilità di svolgere le proprie attività in sedi territoriali attrezzate, già presenti e distribuite sul territorio regionale. È proprio questa distinzione a dare forza alla proposta: non una soluzione emergenziale o straordinaria, ma un diverso modo di organizzare la presenza lavorativa, capace di mantenere una dimensione fisica e istituzionale del servizio, alleggerendo al tempo stesso il carico degli spostamenti quotidiani.

Un altro elemento richiamato con insistenza riguarda l’assenza di nuovi oneri per il bilancio regionale. La proposta punta infatti a utilizzare e ottimizzare spazi pubblici già esistenti, trasformandoli in nodi di una rete organizzata che possa migliorare l’efficienza complessiva della macchina amministrativa senza richiedere nuove spese strutturali. In questo senso, l’innovazione rivendicata dai promotori non passa dall’espansione dell’apparato, ma da un suo uso più intelligente e aderente alla realtà territoriale lucana.

Territori, dipendenti e servizi pubblici: la sfida della prossimità

Il capogruppo Gianni Vizziello ha definito la proposta una misura concreta, capace di ottimizzare le strutture esistenti e rafforzare i servizi pubblici territoriali, incontrando le esigenze dei dipendenti e delle comunità locali. L’auspicio espresso è che il testo possa trovare un sostegno unanime nel corso dell’iter consiliare, proprio perché si muove su un terreno che tocca insieme organizzazione del lavoro, presenza istituzionale e qualità della vita.

Dal lato sindacale, la proposta è stata letta come una risposta che può incidere anche su questioni più profonde. Il segretario generale della CISL Basilicata, Vincenzo Cavallo, ha osservato che questa iniziativa può contribuire a superare la retorica sulle aree interne, traducendo in pratica una forma di innovazione sociale in grado di contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni. Il tema, dunque, non riguarda soltanto il benessere individuale dei lavoratori, ma anche la tenuta dei territori più fragili, che rischiano di perdere funzioni, servizi e presenza istituzionale.

Sulla stessa linea il segretario regionale della CISL FP Basilicata, Vincenzo Pernetti, che ha indicato il coworking come una leva strategica per una pubblica amministrazione moderna, capace di tenere insieme innovazione, efficienza e qualità del lavoro. La possibilità di operare in sedi territoriali attrezzate, ha rilevato, può ridurre i costi sostenuti dai dipendenti, migliorare la conciliazione tra vita privata e lavoro e rafforzare il presidio delle comunità locali.

È qui che la proposta assume una portata che va oltre il piano amministrativo. La rete regionale di coworking viene presentata come uno strumento in grado di incidere sulla geografia concreta dei servizi pubblici, rafforzando la presenza istituzionale nei territori e potenziando forme di decentramento che in una regione come la Basilicata possono avere un peso decisivo. Per questo Chiorazzo e Vizziello insistono sulla necessità di avviare rapidamente l’iter di approvazione: l’obiettivo dichiarato è dotare la regione di un modello innovativo che migliori l’organizzazione del lavoro pubblico e renda più solida, visibile e accessibile la presenza delle istituzioni nei luoghi in cui questa presenza oggi appare più fragile.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.