Strage di Amendolara, Cifarelli raccoglie l’appello del vescovo Savino contro il caporalato
05/06/2026
La morte dei quattro braccianti pakistani ad Amendolara riaccende il dibattito politico sullo sfruttamento dei lavoratori agricoli e sulle condizioni di accoglienza nelle aree del Sud. Il consigliere regionale Roberto Cifarelli interviene dopo le parole del vescovo di Cassano all’Jonio e vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino, definendo il suo appello un richiamo che le istituzioni non possono ignorare.
Cifarelli parla di una tragedia che non può essere letta come un fatto isolato, ma come il segnale di una fragilità strutturale nella gestione dell’accoglienza, dei trasporti e della tutela dei lavoratori stranieri impiegati nelle campagne. Il consigliere richiama anche il precedente della morte dei lavoratori indiani sulla Statale della Val d’Agri, denunciata nei mesi scorsi come ulteriore prova di un sistema ancora esposto a gravi rischi sociali e civili.
Il richiamo al vescovo Savino e la critica alla Regione
Nel suo intervento, Cifarelli afferma di condividere il grido di monsignor Savino contro il silenzio e le convenienze che circondano il fenomeno dello sfruttamento. Secondo il consigliere, la Basilicata deve interrogarsi sulla propria capacità di garantire accoglienza, integrazione e condizioni dignitose a chi lavora nei campi.
Al centro della critica c’è l’immobilismo attribuito alla Giunta Bardi. Cifarelli ricorda le audizioni svolte nel febbraio 2025 in Seconda Commissione consiliare per verificare l’utilizzo dei fondi disponibili e monitorare lo stato dei centri di accoglienza destinati ai lavoratori stagionali.
Tra le strutture citate figurano Boreano a Venosa, Gaudiano a Lavello, l’ex Tabacchificio di Palazzo San Gervasio e il centro del Metapontino a Scanzano Jonico, indicati come esempi di cantieri ancora incompleti e di una risposta amministrativa giudicata insufficiente.
Alloggi, trasporti legali e inclusione
Per Cifarelli la lotta al caporalato non può limitarsi agli annunci. Il consigliere chiede lo sblocco immediato delle strutture finanziate e un piano di trasporti pubblici e legali che consenta ai lavoratori di raggiungere i luoghi di lavoro senza dipendere dai mezzi gestiti dai caporali.
Il tema, secondo l’esponente regionale, riguarda la stessa tenuta democratica e civile della Basilicata. Accanto agli alloggi e alla mobilità, servono percorsi di inclusione che permettano ai braccianti di imparare la lingua, accedere ai servizi e sentirsi riconosciuti come persone, non trattati come manodopera invisibile.
La manifestazione ad Amendolara
Cifarelli sollecita la Giunta regionale a rispondere all’appello della Chiesa e dei sindacati prima dell’avvio della stagione dei raccolti estivi, quando il fabbisogno di manodopera agricola aumenta e con esso il rischio di nuove forme di sfruttamento.
Il consigliere ha annunciato la propria partecipazione alla manifestazione nazionale in programma ad Amendolara al fianco della Flai Cgil, presentandola come un segnale politico contro l’indifferenza e a favore di una risposta istituzionale più netta.
La richiesta è quella di rompere il silenzio, accelerare sugli interventi già finanziati e riportare la dignità della persona al centro delle politiche regionali sul lavoro agricolo, sull’accoglienza e sulla sicurezza dei braccianti.
Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.