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Fp Cgil Potenza: “La riorganizzazione della sanità territoriale rischia di lasciare scoperti interi territori”

19/05/2026

Fp Cgil Potenza: “La riorganizzazione della sanità territoriale rischia di lasciare scoperti interi territori”

La Fp Cgil Potenza lancia un duro allarme sulla riorganizzazione della rete sanitaria territoriale in Basilicata, in vista dell’avvio ufficiale delle Case e degli Ospedali di Comunità previsto entro le scadenze fissate dal PNRR.

Secondo il sindacato, il nuovo modello organizzativo rischia di “sguarnire interi territori di presidi medici”, aggravando ulteriormente la già critica carenza di personale sanitario.

“Scelte senza confronto con operatori e territori”

La Fp Cgil ricorda di aver chiesto già dal 2022 un confronto con la Regione Basilicata in merito al Piano attuativo per la programmazione dell’assistenza territoriale, richiesta poi reiterata nel 2024 con l’adozione dell’atto sulle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e sulle Unità complesse di cure primarie (Uccp).

Secondo il sindacato, la riorganizzazione sarebbe stata impostata “con un tratto di penna su una cartina geografica”, senza considerare conformazione del territorio, viabilità e necessità reali delle comunità locali.

“Un’operazione puramente ragionieristica che non potrà mai rispondere alle necessità degli utenti e non potrà che creare difficoltà enormi al personale”, denuncia la Fp Cgil.

Riduzione dei presidi di continuità assistenziale

Tra i punti più critici evidenziati vi è la riorganizzazione della continuità assistenziale. Dal prossimo 25 maggio, infatti, i presidi territoriali passeranno dagli attuali 101 comuni coperti a circa 55-60 punti di assistenza territoriale (Pat).

Il sindacato cita il caso del distretto sanitario numero 2, che si estende da Pescopagano a Sant’Arcangelo per oltre 140 chilometri, con tempi di percorrenza superiori alle due ore.

Secondo la Fp Cgil, diversi medici di continuità assistenziale starebbero già manifestando la volontà di dimettersi per l’assenza delle condizioni minime necessarie a garantire il corretto esercizio della professione.

Case di comunità e carenza di personale

Ulteriore criticità riguarda l’obbligo per i medici di medicina generale di garantire ore di servizio nelle Case di Comunità, circostanza che, secondo il sindacato, rischia di ridurre ulteriormente la presenza sul territorio e l’assistenza ai pazienti fragili.

La Fp Cgil evidenzia inoltre che le Case di Comunità non saranno dotate di personale aggiuntivo, ma utilizzeranno operatori già impegnati nei servizi distrettuali esistenti.

“L’innovazione non si fa a costo zero o sulla pelle dei lavoratori della sanità”, sottolinea il sindacato, che teme un ulteriore sovraccarico dei pronto soccorso a causa della riduzione dell’assistenza territoriale.

Richiesto un incontro urgente alla Regione

Per queste ragioni la Fp Cgil Potenza chiede la convocazione urgente da parte dell’assessorato regionale alla Salute e alle Politiche della Persona.

Secondo il sindacato, è necessario avviare un confronto concreto con operatori e rappresentanze sindacali per costruire una sanità territoriale “più sicura, equa e sostenibile”, evitando che il rafforzamento della rete di prossimità si trasformi in un indebolimento dei servizi esistenti.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.