Made in Italy, Fanelli: “Più trasparenza sull’origine dei prodotti”
31/05/2026
Maggiore tutela per le produzioni agroalimentari italiane e regole più chiare sull’origine dei prodotti. È questa la richiesta contenuta nella risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Basilicata sulla revisione della normativa europea che disciplina l’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. Un tema che, secondo il presidente della Prima Commissione consiliare regionale, Francesco Fanelli, riguarda direttamente produttori, consumatori e territori.
L’atto approvato dall’assemblea lucana punta a sollecitare una revisione delle attuali regole europee che attribuiscono l’origine di un prodotto all’ultimo Paese in cui avviene la trasformazione. Un meccanismo che, secondo i promotori della risoluzione, rischia di non rappresentare correttamente la provenienza effettiva delle materie prime e di generare confusione tra i consumatori.
La richiesta di modificare le regole europee
Fanelli ha evidenziato come l’attuale disciplina possa penalizzare le produzioni che nascono realmente nei territori italiani e lucani, favorendo situazioni nelle quali il luogo di trasformazione prevale sull’origine agricola delle materie utilizzate.
Per questo motivo, la risoluzione approvata dal Consiglio regionale viene considerata un passaggio politico rilevante. L’obiettivo è ottenere maggiore chiarezza nelle informazioni fornite ai consumatori e rafforzare gli strumenti di tutela per le produzioni agroalimentari legate ai territori.
Secondo il presidente della Prima Commissione, garantire trasparenza sull’origine dei prodotti significa valorizzare il lavoro delle imprese agricole e consentire ai cittadini di effettuare scelte di acquisto più consapevoli. Un principio che assume particolare importanza in regioni come la Basilicata, caratterizzate da produzioni fortemente connesse alle tradizioni locali e alla qualità delle materie prime.
La difesa delle eccellenze agroalimentari
Nel suo intervento, Fanelli ha sottolineato che dietro ogni prodotto agricolo vi sono investimenti, professionalità e identità territoriali che meritano di essere riconosciuti. La tutela del Made in Italy passa quindi anche attraverso la difesa delle produzioni autentiche e il contrasto a pratiche commerciali che richiamano un’origine italiana senza corrispondere alla reale provenienza del prodotto.
Una questione che riguarda direttamente la competitività delle imprese agricole, chiamate a confrontarsi con un mercato sempre più globale. La corretta indicazione dell’origine rappresenta infatti uno strumento utile per differenziare le produzioni di qualità e contrastare fenomeni che possono alterare la concorrenza.
Posizione unitaria del Consiglio regionale
Fanelli ha inoltre accolto positivamente il voto unanime espresso dal Consiglio regionale, sottolineando come il tema abbia trovato una convergenza trasversale tra maggioranza e opposizione. Un segnale che evidenzia la centralità del comparto agroalimentare per l’economia lucana e la volontà condivisa di rafforzare gli strumenti di valorizzazione delle produzioni locali.
Per il presidente della Prima Commissione, la sfida riguarda la costruzione di un sistema europeo capace di garantire maggiore trasparenza ai consumatori e condizioni più equilibrate per gli operatori del settore. Un percorso che punta a rafforzare la tracciabilità dei prodotti e a riconoscere pienamente il valore delle eccellenze agroalimentari italiane e lucane.
Articolo Precedente
Asilo nido all’ospedale San Carlo di Potenza, apertura a settembre
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.