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Vertenza Callmat, M5S all’attacco: “320 posti a rischio, i fondi annunciati non bastano”

01/06/2026

Vertenza Callmat, M5S all’attacco: “320 posti a rischio, i fondi annunciati non bastano”

La crisi Callmat torna al centro del dibattito politico in Basilicata. Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Araneo e Verri lanciano un duro attacco alla gestione della vertenza, sostenendo che, a fronte degli annunci della Regione, la situazione occupazionale continui a peggiorare e che oltre 320 lavoratori siano ormai vicini al rischio di perdere il posto di lavoro.

Secondo le esponenti pentastellate, le prospettive illustrate dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, non troverebbero riscontro in misure concrete già operative. Al centro delle critiche vi sono i progetti per la digitalizzazione annunciati nei mesi scorsi e quantificati in circa 10 milioni di euro, che secondo il M5S non avrebbero ancora prodotto effetti tangibili per la salvaguardia dell’occupazione.

“I bandi non garantiscono la continuità aziendale”

Araneo e Verri sostengono che l’unico strumento effettivamente pubblicato dalla Regione Basilicata sia il bando #BASILIMPRESAINVESTIMENTI, misura che, a loro giudizio, non sarebbe in grado di assicurare la continuità produttiva di Callmat. Le due consigliere ritengono che il provvedimento favorisca l’assunzione di una parte dei dipendenti da parte di altre imprese, senza però offrire una soluzione complessiva per il futuro dell’azienda.

Le dichiarazioni fanno riferimento anche a una comunicazione che la governance della società avrebbe inviato alle organizzazioni sindacali, nella quale il bando regionale verrebbe definito insufficiente rispetto alle esigenze della vertenza. Nella stessa nota, secondo quanto riportato dalle esponenti del Movimento 5 Stelle, sarebbe stato annunciato l’avvio delle procedure di mobilità per oltre 320 lavoratori entro la fine di giugno.

Attesa per il tavolo al Ministero delle Imprese

Ulteriore elemento di preoccupazione sarebbe rappresentato dal rinvio al 10 giugno del tavolo di crisi convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Una decisione che, secondo Araneo e Verri, prolunga l’incertezza per centinaia di famiglie e alimenta le tensioni sul territorio.

La vicenda ha già mobilitato diverse istituzioni locali. A Matera le forze di opposizione in Consiglio comunale hanno chiesto una seduta straordinaria dedicata alla crisi occupazionale, mentre la Prefettura è stata investita della questione per valutare possibili iniziative di sostegno e coordinamento.

Le accuse a TIM e il tema dell’intelligenza artificiale

Nel mirino delle due consigliere regionali finisce anche TIM, accusata di ridurre progressivamente i volumi di attività affidati al call center materano. Araneo e Verri parlano di sospetti legati a una possibile esternalizzazione del servizio di assistenza clienti verso sistemi basati sull’intelligenza artificiale, ipotesi che ritengono particolarmente delicata sia dal punto di vista occupazionale sia sotto il profilo della qualità del servizio.

Le esponenti del Movimento 5 Stelle chiedono che la multinazionale delle telecomunicazioni chiarisca le proprie strategie industriali e che il confronto del 10 giugno produca soluzioni strutturali per la tutela dei lavoratori. Allo stesso tempo sollecitano un dibattito più ampio sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel mercato del lavoro, sostenendo la necessità di affrontare tempestivamente le conseguenze che le nuove tecnologie potrebbero avere sull’occupazione in settori particolarmente esposti ai processi di automazione.

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Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.