Forestazione in Basilicata, il centrosinistra attacca: “La crisi Cicala-Bardi penalizza i lavoratori”
03/06/2026
La questione della forestazione torna al centro del dibattito politico in Basilicata. I consiglieri regionali di opposizione hanno duramente criticato la gestione della Giunta guidata da Vito Bardi, sostenendo che le tensioni interne alla maggioranza stiano producendo conseguenze dirette sui lavoratori del comparto agro-forestale. Al centro della polemica vi sono le recenti dichiarazioni sull’investimento destinato al progetto SAAP 2026 e il ritardo nell’avvio di una riforma organica del settore, considerata da tempo una priorità per migliaia di lavoratori lucani.
Secondo i rappresentanti del centrosinistra e delle altre forze di minoranza, il problema non riguarda soltanto le risorse economiche stanziate, ma soprattutto l’assenza di una visione complessiva capace di garantire stabilità occupazionale, uniformità di trattamento e prospettive di lungo periodo per chi opera quotidianamente nella manutenzione e nella tutela del territorio regionale.
Lo stanziamento per il progetto SAAP non convince l’opposizione
Nei giorni scorsi l’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo ha annunciato uno stanziamento di 15,8 milioni di euro destinato al progetto SAAP 2026, assicurando 136 giornate lavorative per 834 addetti entro la fine dell’anno. Una misura che, nelle intenzioni della Giunta regionale, dovrebbe rappresentare una risposta concreta alle esigenze del comparto agro-ambientale.
Per la minoranza consiliare, tuttavia, l’annuncio appare insufficiente. I consiglieri Alessia Araneo, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello ritengono che il provvedimento affronti soltanto una parte del problema senza risolvere le criticità strutturali che da anni caratterizzano il settore della forestazione lucana.
Secondo l’opposizione, il rischio è quello di continuare a intervenire con misure temporanee e parziali, rinviando ancora una volta una riforma organica capace di dare certezze ai lavoratori e di valorizzare pienamente il ruolo strategico della forestazione.
L’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale
I gruppi di opposizione ricordano che durante l’assestamento di bilancio il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno che impegnava la Giunta a presentare entro sessanta giorni una proposta di riforma complessiva del comparto forestale.
Il documento prevedeva, tra gli altri obiettivi, la definizione di una programmazione pluriennale delle attività, la stabilizzazione delle giornate lavorative e l’autorizzazione di una spesa aggiuntiva pari a quattro milioni di euro per gli anni 2026 e 2027.
Le risorse avrebbero dovuto essere utilizzate prioritariamente per incrementare le giornate di lavoro, favorire il turnover generazionale e migliorare le condizioni di sicurezza nei cantieri forestali. A distanza di settimane dall’approvazione, però, l’opposizione denuncia l’assenza di risposte concrete da parte dell’esecutivo regionale.
SAAP, ASA e forestali: stessi compiti ma diritti differenti
Uno dei punti più critici evidenziati dalla minoranza riguarda la frammentazione amministrativa che caratterizza il settore. I lavoratori appartenenti alle categorie SAAP, ASA e forestazione storica svolgono attività molto simili, spesso negli stessi territori e con analoghi livelli di rischio professionale.
Nonostante ciò, continuano a esistere differenze significative dal punto di vista retributivo, previdenziale e formativo. Una situazione che, secondo l’opposizione, genera disparità ingiustificate e penalizza migliaia di addetti.
La suddivisione delle competenze tra il Dipartimento Attività Produttive, che gestisce SAAP e ASA, e il Dipartimento Agricoltura, responsabile della forestazione tradizionale, viene indicata come una delle principali cause di queste differenze.
Per i consiglieri regionali di minoranza, questa organizzazione amministrativa non solo crea trattamenti diseguali, ma impedisce anche a molti lavoratori di raggiungere le 151 giornate lavorative necessarie per accedere a determinate tutele previdenziali previste dalla normativa.
La crisi politica tra Cicala e Bardi sotto accusa
Secondo l’opposizione, la situazione sarebbe aggravata dalle tensioni interne alla maggioranza regionale. I consiglieri parlano apertamente di una crisi politica che coinvolgerebbe il presidente Vito Bardi e l’assessore all’Agricoltura Carmine Cicala, con effetti concreti sulle politiche dedicate al comparto forestale.
La contrapposizione emersa durante il confronto sul bilancio regionale avrebbe contribuito a rallentare decisioni e interventi strategici, lasciando migliaia di lavoratori in una situazione di incertezza.
La minoranza sostiene che il settore sia diventato terreno di scontro politico interno, mentre i lavoratori continuano a pagare le conseguenze di ritardi e mancate scelte programmatiche. Per questo motivo viene chiesto che la Giunta chiarisca pubblicamente tempi, risorse e strategie previste per il futuro del comparto.
Forestazione e tutela del territorio: una risorsa strategica
Per i gruppi di opposizione, la forestazione non può essere considerata esclusivamente una misura di sostegno occupazionale. Il settore rappresenta infatti uno strumento fondamentale per la manutenzione ambientale, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la salvaguardia delle aree interne.
In una regione come la Basilicata, caratterizzata da un vasto patrimonio boschivo e da territori spesso esposti a fenomeni di erosione e rischio idrogeologico, il lavoro degli operatori forestali assume un valore strategico per la sicurezza delle comunità locali.
Investire nella forestazione significa quindi non soltanto garantire occupazione, ma anche rafforzare la capacità del territorio di affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici, agli incendi boschivi e alla gestione sostenibile delle risorse naturali.
La richiesta di un confronto immediato in Consiglio regionale
L’opposizione chiede che la Giunta regionale riferisca quanto prima in Consiglio o nelle commissioni competenti sui tempi di erogazione delle risorse, sulle misure previste per armonizzare le diverse categorie e sulle iniziative necessarie per evitare che migliaia di lavoratori chiudano il 2026 senza raggiungere le soglie minime di tutela previdenziale.
La richiesta punta a ottenere maggiore trasparenza sulle scelte dell’esecutivo e a verificare l’effettiva volontà politica di procedere verso una riforma strutturale del comparto.
Secondo la minoranza, il futuro della forestazione lucana richiede risposte concrete, programmazione e una visione condivisa capace di superare divisioni politiche e logiche emergenziali. Solo attraverso una riorganizzazione complessiva del settore sarà possibile garantire pari diritti ai lavoratori e rafforzare il ruolo della forestazione come presidio ambientale ed economico per l’intero territorio regionale.
Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.